Passo-passo


E' possivel que o Lula possa ter feido coisas ilegales. Nao sabemos. Mais o que è seguro è que ele è a victima de um ataque politico. Queriam matàr um simbol, y o estao fazendo. Por isso aqui va o ultimo discurso do Lula.

Link: https://www.infobae.com/america/america-latina/2018/04/07/el-discurso-co... (integral y en espanol también)

https://www.amazon.it/passo-gigante-Viaggio-comprendere-Brasile/dp/88548...

Posto su questo blog un intervento di Alfonso Maurizio Iacono, con il quale sto collaborando su un progetto che prende di petto la crisi della dimensione politica contemporanea.
Link: https://com/2018/03/09/liberta-e-riappropriarsi-del-lavoro-liberarsene-p...

Il Sessantotto fu un movimento per la libertà e l’eguaglianza. Ma lo fu anche in rapporto critico rispetto a un mondo allora diviso in due campi, entrambi con forti connotati ideologici autoritari, uno dei quali, il campo socialista, che seppure con tutti le evidenti storture rispetto alle sue promesse originarie, era comunque visto, anche dalla sinistra che lo criticava, come un’utile contrapposizione al campo capitalista.

Come sono cambiate oggi politica e società? Siamo più liberi di allora o siamo vittime di una dinamica che promuove il consenso di massa? Esiste ancora qualche forma di pensiero antagonista? E la sinistra, ha tradito i suoi ideali? Ne abbiamo discusso con Alfonso Maurizio Iacono, filosofo e professore ordinario di storia della filosofia presso l’Università di Pisa, dove, fino al 2012, ha ricoperto anche l’incarico di preside della facoltà di lettere e filosofia.

Alfonso Maurizio Iacono
Professor Iacono, quale significato hanno oggi libertà e uguaglianza, in un mondo che non è più diviso tra est e ovest, ma in cui la contrapposizione più rilevante è quella tra nord e sud del pianeta?
Quando il mondo era diviso tra est e ovest c’erano tanti problemi, ma dal punto di vista della libertà c’erano anche dei vantaggi: l’assetto bipolare era una salvaguardia per gli stati più deboli, che lottavano per la libertà.

Può farci qualche esempio?
Come sarebbe andata la guerra in... leggi tutto ....

Come per magia, finita la campagna elettorale, i partiti di "sinistra" che avevano evocato lo spettro del pericolo neofascista in Italia, si sono ritirati nelle segrete stanze, o meglio, nei salotti buoni della Repubblica mediatica televisiva, per pensare alla nuova formazione del governo.
Il Pd dà prova di una sincera incapacità nel distinguere i momenti storici, e preferisce lavarsi le mani davanti alla possibilità di un governo dei grillini di cui avrebbe le chiavi della tenuta, piuttosto che vedere la destra xenofoba, liberista e nazionalista governare il Paese. Vuole evitare di chiudere baracca e burattini facendo opposizione a questa destra. Che così andrebbe al governo....Almeno così potremmo vedere la differenza, tra il centro politico che ormai rappresenta, e la vera destra postfascista. Perché, rispetto alla destra repubblicana e spuria dei grillini, in effetti, la differenza del Pd si è vista poco. E infatti i "suoi elettori" hanno preferito i grillini.
Ma dov'è finito il pericolo neofascista? Seppellito dal risultato elettorale, mormora qualcuno sulle reti sociali. In realtà è sempre presente, perché i criminali politici dei diversi e nuovi partiti neofascisti sono stati subito legittimati e resi normali dal sistema mediatico, che ne ha fatto delle bestie da circo, ma altamente "digeribili". Un circo vecchio e poco politically correct, se ha avuto bisogno ancora di giocare con le bestie, come molti circhi ormai non fanno più da tempo...
Ma, ed è questo il punto, è proprio il Circo mediatico e l'uso strumentale del pericolo neofascista che dovebbe obbligare i sinceri antifascisti ad andare avanti nella lotta per la chiusura di partiti che si rifanno liberamente e orgogliosamente al periodo fascista, prendendolo a modello di una... leggi tutto ....

L'antifascismo italiano s'è ritrovato per le strade di Macerata. Ma Macerata non è un semplice nome. E' un simbolo. Rimanda in modo ironico allo stato in cui versa lo Stivale. Macerata la Costituzione, ormai da decenni, macerata la cultura antifascista, negli ultimi anni, da sempre macerata la politica democratica, così come i valori e i progetti di cambiamento della società. Macerate, infine, anche l'esperienza e la speranza che nascono dalla lotta per la trasformazione dell'ingiustizia e della violenza che caratterizzano molta parte delle istituzioni e delle relazioni che organizzano la nostra società. Insomma, là, a Macerata, su queste macerie, c'è stata una prima risposta popolare, importante, necessaria. Ma completamente insufficiente. Il fascismo, quello "nuovo", è una categoria politica ormai riabilitata proprio dalla vecchia e macerata Italia repubblicana e democratica. Che ci piaccia o no, questo è il vero mostro con cui dobbiamo confrontarci. Lo scheletrone nell'armadio che abbiamo visto all'opera sin dagli anni '90. Insomma, manifestare non basta, neanche un poco. E bisgona sapere il perché. Vedere, oltre Macerata, le macerie dell'Italia. Se non ci impegnamo, tutti, a sognarla e praticarla di nuovo, e davvero, un'Italia realmente democratica, a poco sarà servito ritrovarsi a Macerata. Sarà stata solo l'ennesima prova della nostra ingenua miopia. Se urliamo incazzati contro il neofascismo senza considerare i decenni di macerie democratiche che gli hanno ridato un volto e una legittimità, riproduciamo il triste rituale di chi non sa di vivere tra le macerie del tempo. E non capisce che gli zombie che le popolano sono dei personaggi grotteschi creati dalla nostra impotenza e ignoranza, non i "cattivi dei film".... leggi tutto ....

Posto un articolo di Marco Revelli completamente condivisibile. Anche se insufficiente. Sia perché la sinistra non deve fare i conti con l'ipocrisia ma con la sua stessa storia, sia perché ancora c'è da capire perché mai la maggior parte delle società del mondo, nonostate questa diseguaglianza, ancora la giustificano quando addirittura non la difendono direttamente o indirettamente.
Link: https://ilmanifesto.it/la-grande-diseguaglianza-della-societa-servile/

La grande diseguaglianza della società servile
di Marco Revelli

L’ultimo rapporto Oxfam sullo stato sociale del pianeta è piombato come un pugno sul tavolo dei signori di Davos. Dice che l’1% della popolazione mondiale controlla una ricchezza pari a quella del restante 99%. E questo lo riportano tutti i media. Ma dice anche di più. Dice, per esempio, che tra il marzo del 2016 e il marzo 2017 quell’infinitesimo gruppo di super-privilegiati (un paio di migliaia di maschi alfa, meno di 1 su 10 sono donne) si è accaparrato l’86% della nuova ricchezza prodotta, mentre ai 3 miliardi e 700 milioni di donne, uomini e bambini che costituiscono il 50% degli abitanti della terra non è andato nemmeno un penny (alla faccia della famigerata teoria del trickle down, cioè dello “sgocciolamento” dei soldi dall’alto verso il basso). Dice anche che lo scorso anno ha visto la più grande crescita del numero dei miliardari nel mondo (all’incirca uno in più ogni due giorni). E dell’ammontare della loro ricchezza: 762 miliardi, una cifra che da sola, se redistribuita, permetterebbe di porre fine alla povertà estrema globale non una ma sette volte!

E poi dice, soprattutto, che quella mostruosa accumulazione di ricchezza poggia sul lavoro povero,... leggi tutto ....

Posto quì la mia riflessione minima sulla sconfitta del candidato del centro-sinistra cileno che ha portato al potere ancora una volta una brutta destra.
Link: http://www.ilsalto.net/centro-sinistra-cile-pinera/
Lo strabismo del centro-sinistra cileno riporta al governo il miliardario Piñera
Ha pesato eccome, sull’esito del voto in Cile, l’exploit sorprendente del Frente Amplio guidato da Beatriz Sanchez, che con il 20,27%, non è arrivata al secondo turno per un pelo. Ha vinto però Sebastian Piñera, già presidente dal 2010 al 2014 ed eletto nuovamente prevalendo con il 54,6% dei voti sul candidato del centro-sinistra Alejandro Guillier, che al ballottaggio ha preso il il 45,4%. Molti pensavano che Guillier potesse intercettare i voti di sinistra del Frente Amplio, dato che, alla fine, il vertice politico di questo schieramento aveva dato indicazioni di voto in questo senso, ma non è stato così. Perché?

Quando, l’estate scorsa, Francisco Javier Estévez, direttore dell’importante Museo della memoria e dei diritti umani, dove si racconta l’estrema violenza della dittatura di Pinochet, mi confessò che l’attuale società cilena vive una tensione permanente tra spinte solidali e progressiste e una forte chiusura individualistica e consumista, non avrei mai pensato che questo si potesse tradurre così chiaramente nel conflitto politico. E invece, Guillier, espressione diretta di chi ha guidato la transizione alla democrazia scendendo a patti con l’élite militare e il mondo finanziario, non ha fatto i conti proprio con la tensione di cui parla Estévez. Perché, come accade in moltissimi Paesi del mondo, anche la società cilena è ormai polarizzata.

La divisione cilena, tuttavia, solo in parte si può spiegare con l’... leggi tutto ....

Da oggi approdo su Instagram. Dopo aver accumulato una quantità di foto inaudite e diverse mostre fotografiche, ho deciso di condividere con tutti momenti ed immagini del mio passato...e del mio futuro. https://www.instagram.com/aiuto_a_ffoto/

Prima che finisca il 2017 è bene fare una semplice quanto essenziale riflessione: com'è possibile che, in Italia, organizzazioni neofasciste non sono state chiuse? Perché, sebbene siano palesemente incostituzionali, questi gruppi sono nati da anni e si sono rafforzati impunemente recentemente, nonostante il divieto esplicito della nostra carta costituzionale? A chi conviene la loro legittimazione politica? A chi serve la loro "normalizzazione"? Quando finirà questa barbara impunità? Posto su questo blog il resoconto della violenza fascita in Italia dall'inizio del 2017, almeno quella più evidente e risaputa. Con l'augurio che le forze realmente democratiche e antifasciste reagiscano all'unisono per fermare e dissolvere questi gruppi.

Link: http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/12/01/news/un-anno-di-viole...

Pestaggi, blitz, aggressioni. La violenza è aumentata in maniera esponenziale nell’ultimo anno. E la matrice è sempre la stessa: l’estrema destra, che è tornata più prepotente che mai. In alcuni casi i responsabili sono ancora ignoti, ma i bersagli no: “sporchi negri”, “zecche” e “froci”.
Pugni e cinghiate, insulti e intimidazioni. Dall’inizio dell’anno le azioni “dimostrative” di gruppi neonazisti e neofascisti sono cresciute in maniera esponenziale. E hanno avuto luogo in tutta Italia, dalle grandi città come Roma e Milano, alle più piccole, come Vignanello in provincia di Viterbo. Una spirale di violenza che è stata più volte denunciata sulle pagine dell'Espresso. E che dimostra come oggi questi gruppi, movimenti e partitini, si sentano in grado di poter dire e fare tutto. In un clima in cui, sempre più spesso,... leggi tutto ....

Posto il mio ultimo articolo pubblicato su "Il Salto". Un'intervista sulla situazione politica e sociale dell'Ecuador, all'economista Alberto Acosta.

Link: https://www.youtube.com/watch?v=XeCsPSz2AeI

“La speranza di una nuova sinistra in Ecuador? Nelle lotte ambientaliste”. Il dopo-Correa secondo Alberto Acosta
Il 4 febbraio 2018 si celebrerà in Ecuador un’importante Consultazione popolare (Consulta popular) che sta provocando forti conflitti nella compagine governativa tra “correisti”, vicinoi all’ex presidente Rafael Correa, e “morenisti”, sostenitori dell’attuale presidente Lenin Moreno. Questo Referendum si centra su sette quesiti politici e sociali: l’interdizione dalla vita politica dei condannati per atti di corruzione, l’abolizione della rielezione indefinita per diventare Presidente della Repubblica, la riorganizzazione del “Consejo de participacion ciudadana” (importante organo politico che riunisce i rappresentanti dello Stato con quelli della società civile), l’abolizione della prescrizione dei reati sessuali contro i bambini, l’aumento della zona di protezione per la riserva naturale dello Yasuní, la proibizione assoluta di un tipo di estrazione mineraria, l’abolizione della Ley de Plusvalia (che, in sostanza, tassa la speculazione sui terreni di proprietà).

Lo stesso Rafael Correa, che aveva lasciato il Paese subito dopo la fine del suo mandato, è tornato in Ecuador per sostenere una battaglia politica contro i quesiti relativi alla rielezione indefinita e alla riorganizzazione del Consejo ciudadano. Una vittoria del Sì rende impossibile una sua nuova candidatura alla fine del mandato di Moreno, e permette a quest’ultimo di sostituire i responsabili del Consejo eletti sotto... leggi tutto ....

Link: http://www.ilsalto.net/la-giustizia-sociale-antidoto-alla-criminalita-in...

La giustizia sociale, antidoto alla criminalità in tutto il mondo

La legalità democratica deve affrontare e risolvere il problema della criminalità organizzata. È quanto stanno affermando in questi giorni (dall’11 al 18 Dicembre) 50 organizzazioni di 11 Paesi del mondo ad Ubaque, in Colombia, alla seconda Assemblea della Red Alas – America Latina Alternativa Social. La rete nasce in Messico nel 2015, e, da allora, sta lavorando su diversi progetti nazionali ed internazionali per elaborare strategie di resistenza civile in grado di costruire alternative sociali, politiche e legali, al crimine organizzato. L’America Latina, sconvolta da potenti organizzazioni mafiose e da gruppi armati di diversa natura, è il posto più indicato per fare il punto sul bilancio del percorso sin quì avviato. Ne parliamo con Giulia Baruzzo, del settore di Libera internazionale, organizzazione italiana presente all’incontro e perno della rete.

Da quando siete nati come rete, nel Maggio del 2015 in Messico, avete avviato 18 progetti di trasformazione sociale. Quali sono stati i risultati?

Anche se i 18 progetti sono andati molto bene, non li abbiamo ancora condivisi. In generale, il risultato più grande è la formazione di una rete a carattere nazionale delle organizzazioni della società civile che fanno parte della Red Alas. Ad esempio in Messico, grazie soprattutto a questa rete, c’è un’organizzazione, che raggruppa più di 20 associazioni, che ha sostenuto le attuali leggi sul riuso dei beni confiscati e sulla “desaparición forzada” (importante legge per dare verità, giustizia e garanzie di non ripetizione ai... leggi tutto ....

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